Riconoscimento ed esecuzione delle sentenze penali irrevocabili italiane e straniere in ambito UE

 L’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea implica la doppia possibilità:

  1. che le sentenze penali irrevocabili pronunciate dall’autorità giudiziaria italiana siano riconosciute e/o eseguite in un altro Paese dell’Unione Europea (procedura attiva)

  2. che le sentenze penali irrevocabili pronunciate da un Paese membro dell’ Unione Europea siano riconosciute e/o eseguite in Italia (procedura passiva).

La normativa è stata introdotta dalla Decisione Quadro 2008/909/GAI ed ha lo scopo di consentire l’esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza nello Stato membro di cittadinanza della persona condannata o in un altro Stato membro che abbia espresso il consenso a riceverla.

In Italia essa è stata attuata dal d.lgs. 7 settembre 2010 n. 161.

Presupposto della procedura in entrambi i casi è la presenza del soggetto nello Stato membro di emissione della sentenza o in quello di esecuzione della stessa.

Il riconoscimento in Italia della sentenza irrevocabile straniera (procedura passiva) può essere motivato da scopi diversi: dichiarazione di recidiva, applicazione di misure di sicurezza, dichiarazione di pericolosità qualificata, esecuzione di pena, oppure esecuzione delle statuizioni civili di una sentenza di condanna (per esempio nel caso di risarcimento del danno). Non è necessaria la detenzione del soggetto interessato. Il procedimento è attivato su richiesta del Procuratore Generale presso la Corte di Appello (competente sul luogo di arresto o di residenza del condannato), o del privato interessato per quanto riguarda gli effetti civili. La decisione è presa nel contraddittorio delle parti, in camera di consiglio, con sentenza ricorribile per cassazione (art. 734 c.p.p.). L’esecuzione della misura restrittiva della libertà personale, in conseguenza del riconoscimento, è disciplinata dagli artt. 738- 740 ter c.p.p..

Il riconoscimento/esecuzione all’estero della sentenza penale irrevocabile italiana (procedura attiva) è prevista per il caso che non venga concessa l’estradizione. La competenza a richiedere l’esecuzione all’estero della sentenza italiana spetta al Pubblico Ministero: presso il Giudice dell’esecuzione (art. 665 c.p.p) nel caso di esecuzione di pene detentive, oppure presso la Magistratura di Sorveglianza nel caso di esecuzione di misure di sicurezza personali detentive (v. art. 4 d.lgs. cit.).Un esempio recente eclatante è quello relativo alla condanna all’ergastolo pronunciata nei confronti dell’ex militare delle SS Gerhard Sommer (vivente), condannato definitivamente in Italia all’ ergastolo per il massacro di civili a Sant’Anna di Stazzema (12 agosto 1944). La Germania non ha aderito tuttavia neppure a questa richiesta. Attualmente Sommer vive da uomo libero in una casa di cura ad Amburgo.